Situato a due passi dal mercato ittico, è ovviamente, incardinato su piatti di pesce fresco. Degustazione con menu sempre diversi, a seconda del pesce disponibile nell'adiacente mercato. Specialità: grigliate di mare.
Il fornitissimo mercato di Milano (zona Porta Vittoria) rifornisce gran parte dei ristoranti della regione, e forte della posizione privilegiata - proprio di fronte al mercato - il ristorante offre ai suoi clienti pesce fresco e di qualità: due caratteristiche non certo comuni nella zona. Il menu varia giorno per giorno, a seconda della disponibilità, ma la scelta è sempre ampia e variegata. Trattandosi pur sempre di pesce la visita non passa inosservata al portafoglio: da preventivare una spesa superiore ai 40 €.
L'offerta del ristorante dipende dal pescato disponibile, ma non mancano piatti ricorrenti e specialità della casa. Il menu degustazione (32 €, bevande e coperto esclusi) consente di gustarne alcune, a cominciare dagli antipasti: salmone marinato, alici, piovra, moscardini in umido, zuppa di cozze e gamberetti con cannellini. Discreto il risotto alla marinara, come anche gli spaghetti del pescatore. Uscendo dal menu, sono diversi i piatti interessanti: spaghetti alla tarantina (cozze e pomodoro), taglierini dei mercati (gamberi e funghi) e le linguine all'astice.
Tra i secondi è d'obbligo la grigliata mista: scampi, pesce spada, orata e branzino ingredienti fissi. Più scarno il fritto misto a base di calamari e gamberoni. Da segnalare anche altre preparazioni come l'orata all'acqua pazza, il branzino di Tatti (con funghi, patate e pomodori) e l'orata alla siciliana. Piatto re del locale è la zuppa di pesce, servita per un minimo di due persone, che garantisce almeno un paio d'ore di "inzuppamento": oltre al pesce di giornata, abbondano calamari, gamberoni e frutti di mare, dalle vongole ai cannolicchi.
In chiusura sorbetto al mandarino seguito e un buon caffé.
"Al Mercato del Pesce"
Via Cesare Lombroso, 54 Milano
Tel. 02/55195540
06/11/09
Al Mercato del Pesce - Milano

Al Mercato del Pesce - Milano
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Tag: Milano e provincia
21/08/09
"Da Baffo" - Montecarlo (Lu)

"Da Baffo" - Montecarlo (Lu)
Lorenzo e Gino Carmignani ("Baffo" e "Fuso") gestiscono questa osteria, che più oteria non si può: menu più che tipico, quasi indigeno. In un angolo della lucchesia molto tranquillo, con i tempi dettati dalla quotidianità dei lavori agricoli, i gestori coltivano i loro vigneti e, immersi in un'atmosfera rustica (non finto rustica, contadino style, ma veramente genuina, sincera e ruspante) e accogliente, ospitano ogni sera un gruzzolo di amanti della buona sana e robusta cucina lucchese.
Il menu è recitato a memoria, non ci sono molte scelte, prendere o lasciare:
misto di salumi e crostini, zuppa di farro, e infine pollo fritto con patate (o coniglio alla cacciatora o fagioli all'uccelletta).
Antipasto a base di pecorino, salame, prosciutto e mezzina (una varietà di pancetta) dissipa ogni dubbio; anche perché accompagnato da generosa offerta di pane, olive e vino della casa. A seguire un piatto tradizionale della zona, l'ottima minestra di farro.
Si chiude con cantuccini e vin santo. Una particolarità: niente caffé, non provate neppure a chiederlo. Il tutto a un prezzo a dir poco economico: una qualità in più per un locale che, con i suoi tavoli di legno, le tovaglie di carta, la singolare figura del proprietario, è riuscito a trasformare la cena in un vero e proprio rituale.
Il costo? Tra i 15 e i 20 euro.
"Da Baffo" Montecarlo (LU)
Via della Tinaia, 6
058322381 333.4689066
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Tag: Lucca e provincia
19/08/09
Il paradiso dei gourmet? L’autogrill del Chianti, secondo lo chef Blumenthal.

Il paradiso dei gourmet? L’autogrill del Chianti, secondo lo chef Blumenthal.
Il famoso chef Blumenthal ha stilato una guida delle migliori aree di servizio in Europa. Tre in Italia, una sola in Toscana
Se siete sostenitori del boccone mordi e fuggi, il vostro posto è l’autogrill Chianti Ovest. Garantisce Heston Blumenthal. Il guru della cucina molecolare, proprietario del celebre «The Fat Duck» (premiato nel 2008 come secondo miglior ristorante al mondo), ha percorso l’Europa in lungo e in largo alla ricerca delle migliori aree di servizio. Risultato: una recensione articolata sul quotidiano inglese The Guardian da cui l’Italia esce a testa alta. Alle spalle della Francia, quattro autogrill selezionati, il nostro paese, insieme alla Spagna, porta alla ribalta tre locali on the road: l’autogrill di Magliano Sabina, il bar San Pietro in Sicilia (sull’autostrada che collega Palermo ad Agrigento) e appunto quello toscano, terzo per fatturato e quarto per numero di visitatori, a due passi dall’uscita Firenze sud, all’altezza dell’abitato dell’Antella.
PANINI, SUCCHI D'ARANCIA E CARNE BUONA - Lo chef inglese si sofferma prima sulla squisitezza dei panini e sulla freschezza dei succhi d’arancia, poi va dritto al bersaglio grosso: la carne. Ne decanta qualità e sapore ed esalta il savoir-faire del servizio. Nessun segreto particolare o ingrediente misterioso: «Abbiamo varie persone che si alternano nell’arco di 16 ore, perchè i nostri panini sono preparati più volte durante il giorno - spiega il direttore dell’autogrill Roberto Fondelli, che ammette la sorpresa per il riconoscimento di Blumenthal - I nostri ospiti devono avvertire la sensazione che il cibo è confezionato all’istante». Una dichiarazione che non stupisce più di tanto, considerando che il motto del locale è «il cliente deve ritornare». Un altro fiore all’occhiello è l’isola delle insalate. Bandite quelle preconfezionate, due addette al banco preparano sul momento il piatto desiderato: un accorgimento mirato a ribadire il concetto di freschezza.
TANTI CLIENTI - Per la verità, un piccolo segreto dietro questo miracolo lungo l’A1 c’è: sono i clienti. «L’afflusso numeroso ci costringe a un rifornimento continuo - aggiunge Fondelli - Questo significa che in una settima abbiamo parecchio smercio, quindi i prodotti sono sempre freschi». In più, come sottolinea il direttore, la scelta del personale garantisce quel passo in avanti che trasforma un buon locale in uno eccellente. Capitolo a parte merita la griglia. Ovviamente c’è la possibilità di scegliere la carne, mostrata da tradizione prima di cuocerla, quindi specificare il tipo di cottura desiderato. In sostanza, la disamina di Blumenthal aveva colto il meglio di quanto offerto nell’autogrill Chianti Ovest, ma una piccola tirata di orecchie se la merita anche l’inglese. Del portacenere di Mussolini, citato nella recensione come possibile souvenir da acquistare, proprio non c’è traccia. Madonna e Michael Jackson sono proposti in tutte le salse, ma il Duce in formato gadget non c’è. «Forse precisa Fondelli - , lo chef si sarà imbattuto in un venditore esterno al locale e sorpreso dall’oggetto, avrà voluto inserire una chicca extra- culinaria nell’articolo».
Visto su: corrierefiorentino.it
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Tag: Due chiacchere
16/08/09
"Tanto pe magnà" - Roma (Garbatella)

"Tanto pe magnà" - Roma (Garbatella)
Atmosfera retrò, povera ma bella, della Garbatella, che la rende unica e lontana anni luce da quelle alienanti dei più moderni ed anonimi quartieri romani. Qui, in pieno delirio cittadino da traffico e lavoro, si riesce a passeggiare e vivere in una dimensione umana che forse colpisce più il romano che il foresto, al quale probabilmente la Garbatella ha poco da offrire.
Alla Garbatella, in via Giustino de Jacobis 9/15 (tel 0651606620) si trova la trattoria Tanto pe’ magnà, aperta a pranzo e sera, che serve la vera cucina casareccia romana, in un’atmosfera accogliente, pulita, semplice e tranquilla, più di tanti ristoranti rinomati nei dintorni della città, dove frotte di persone arrivano per la passeggiata del week-end.
Pappardelle al ragù, Spaghetti Cacio e Pepe, Orecchiette zucchine e vongole, tutte rigorosamente al dente, tutte rigorosamente saporite e ricche di condimenti, dove calare la ’scarpetta’ è il gioco più bello. Se non lo fate, se non pulite il piatto con i bocconi di casareccio, può essere solo perché siete foresti o quel giorno il cuoco stava male.
A questo (purtroppo andavamo di corsa) abbiamo aggiunto una coda alla vaccinara, letteralmente affogata nel pommodoro e nel sedano, che per salvarla dall’annegamento, abbiamo dovuto chiamare a rinforzo un altro paniere di casareccio. Anche qui attenzione, perché per mangiare la coda, servono le dita e il fazzollettone salva vestito intorno al collo.
A questo ci aggiungi l’acqua, la cola, mezzo bianco della casa, una porzione di Tiramisù (forse la cosa più “normale” che ci abbiano servito), tre coperti, le chiacchere in romanesco degli altri avventori, il tutto per 45,00 euro, e così quando che semo usciti dar ristorante, er magnà è ridiventato un piacere e non un dovere.
Roma - Garbatella
Via Giustino de Jacobis 9/15,
Tel. 06.51606620
Visto su: travelblog.it
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Tag: Roma e provincia
31/07/09
Cena per due, 1000 euro: "E' un conto da pazzi"

Cena per due, 1000 euro: "E' un conto da pazzi"
Ci risiamo: da un conto di 695 euro poco più di un mese fa a Roma ai 954 senza vino del ristorante La Malmaison di Milano, sempre per due, italiani, con la lei, Barbara, 37 anni, a offrire al suo amore la cena in occasione del compleanno. Roba(ccia) da rimanere allibiti, non tanto perché al ristorante la qualità non debba essere pagata secondo il suo valore, ma soprattutto perché il locale non appartiene certo al gotha ristorativo meneghino. Una Ferrari che costa come una Ferrari è la regola, ma una station wagon che costa come una Maserati no.
La storia è raccontata nel numero di Panorama in edicola oggi. Certo che questo posto non era mai stato recensito per la bontà delle proposte, in pratica si era impostato all’attenzione dei mass media perché il titolare, Davide Lacerenza, è il compagno sentimentale di Stefania Nobile, ben più nota al grande pubblico come «la figlia di Wanna Marchi», cosa che a diverse persone fa venire l’orticaria.
Incredibile anche un passaggio delle dichiarazioni del patron: «Nessuno si è mai lamentato del conto, ma su 100 clienti nuovi che arrivano, non sono tanti quelli che ritornano». Qualcosa vorrà dire, di certo che non si mangia in maniera favolosa e probabilmente anche che i prezzi sfiorano lo scandalo. Sempre Lacerenza: «Vi sembrano tanti 900 euro? Qui abbiamo ospiti che per una cena per due spendono anche 5.000 euro».
Buon per lui, il punto è però un altro: tutti coloro che si accomodano lì, hanno ben chiaro che il posto costa più di qualsiasi altro stellato di Milano e dell’Italia intera? Panorama ci ricorda che venne aperto tre anni fa in via Comune Antico, zona Greco Bicocca, tra case di ringhiera della vecchia Milano, zona romantica ma certo non esclusiva, vicino a un attraversamento pedonale sui binari della ferrovia. Ha quattro tavoli appena, un giardino di 350 metri quadri e 300 candele accese ogni sera (che costano ogni mese al patron 700 euro). Non manca un pianoforte a mezza coda bianco, nonché incredibili piatti placcati d’oro e posate d’argento (e perché non d’oro?), stoviglie da brividi in questo momento economico. D’obbligo la prenotazione. «Ho già avuto diversi controlli della polizia annonaria ma hanno sempre trovato tutto in regola, prezzi compresi - ha detto Lacerenza -. Del resto qui il menù è unico, ricercato, i prodotti freschissimi, il caviale della migliore qualità, gli scampi li pago 100 euro al chilo».
E scampi furono anche la sera della cena incriminata. Dunque: due coperti: 20 euro. Quattro bottiglie di acqua minerale 24 euro. Sei scampi 300 euro e altrettanti gamberoni 90. Un plateaux di 4 ostriche e 2 fasolari 70 euro. Due bourguignonne 380 euro. E ancora 30 euro per una fonduta di frutta e 40 per un bicchierino di rum. «Mai avremmo immaginato...», ha commentato la sfortunata Barbara, alla quale sarebbe il caso di donare un paio di guide al vero mangiarbene.
Fonte: ilgiornale.it
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